Bene ha fatto la Red Bull Racing a presentare in prima battuta il modellino della FIA riverniciato. Quanto accaduto nella zona laterale delle pance della nuova RB18 deve essere chiarito completamente in ogni suo aspetto.
E non potrebbe essere altrimenti, dato che nessuna delle dirette avversarie della monoposto partorita dalla mente di Adrian Newey ha adottato una soluzione così estrema in quell’area della vettura. Non stupisce più il fatto che a Milton Keynes abbiano svelato semplicemente la livrea prima e abbiano svolto il tradizionale Filming Day nel più assoluto riserbo poi: la RB18, effettivamente, mostra al mondo qualcosa che tutte le altre vetture non hanno (ancora).
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A destare particolare scalpore in quel del Montmelò, come accennato in apertura di articolo, è stata la zona laterale delle pance della nuova nota di Milton Keynes. La Red Bull RB18 di Max Verstappen e Sergio Perez è infatti incredibilmente scavata nell’area soprastante il fondo, portando all’esasperazione un concetto che su altre vetture si era visto (vedasi Ferrari F1-75) ma non in maniera così estrema. L’incavo delle pance della RB18, sulla carta, dovrebbe servire a rendere più dolce l’effetto outwash, limitando al massimo la separazione dello strato limite. L’intenzione dei tecnici guidati da Newey parrebbe essere quella di portare più aria nella zona superiore del diffusore, isolando in maniera più efficace il sottoscocca tramite alcuni intagli sul fondo della vettura. Viene da ipotizzare persino che in Red Bull abbiano adottato alcuni materiali – ruvidi – in grado di anticipare la transizione da strato limite laminare a turbolento, energizzandolo e consentendogli quindi di rimanere attaccato più a lungo alla superficie.
Quella adottata dagli uomini di Milton Keynes a bordo della RB18 sarà una soluzione vincente? Solamente il tempo – sul giro e non – saprà dircelo. Quel che è certo è che, in quel di Barcellona, più di qualcuno sta già guardando con un certo interesse all’interno del box di Verstappen e Perez.
Si ringraziano Christian Falavena e Fabio Catalano per le considerazioni tecniche.