E’ andata in scena riscaldata da un tiepido sole d’inizio novembre la prima sessione di prove libere del weekend a stelle e strisce della Formula 1. Sull’asfalto di Austin, rivelatosi a sorpresa costellato da fastidiosi dossi sparsi qua e là, a chiudere con la miglior prestazione le FP1 è stato Max Verstappen, che sfruttando un treno di gomme Soft ha fermato il cronometro sull’1’34″057.
Alle spalle del giovane olandese, staccato di 169 millesimi si è poi messo Sebastian Vettel, che con la prima delle Ferrari ha preceduto in classifica la seconda delle RB15: sul podio virtuale sale infatti Alexander Albon, che paga oltre due decimi e mezzo dalla vetta della classifica confermando però il buono stato di forma che la Red Bull aveva già messo in mostra durante la trasferta messicana. In 4^ posizione, al termine di una simulazione di qualifica meno lineare rispetto a tante altre FP1 di questa stagione, si è poi messo Pierre Gasly. Il #10 ha pagato quasi 1″ di ritardo dal tempo messo a segno da Verstappen, ed ha preceduto sul traguardo sia Daniel Ricciardo – autore di un 1’35″263 con la prima delle Renault – sia Romain Grosjean, 6° in 1’35″356 con la prima VF-19 e con il suo casco celebrativo dedicato a Saetta McQueen.
Sessione invece non semplice per Charles Leclerc, che ha chiuso in 7^ piazza: il #16 è stato infatti costretto nel garage nelle fasi iniziali della sessione a causa di un piccolo problema all’acceleratore della sua SF90 – probabilmente causato da uno dei tanti “bump” che hanno fatto lamentare parecchi piloti -, e l’1’34″126 con cui aveva chiuso la simulazione di qualifica con gomma Soft gli è stato cancellato per via del mancato rispetto dei track limits in uscita dalla penultima curva. Si è dovuto accontentare poi dell’8^ posizione Lewis Hamilton: il #44 non è andato oltre un 1’35″439 ottenuto durante il secondo tentativo con gomme Soft, con un più rapido 1’35″002 che gli era stato in precedenza cancellato per via dei già citati track limits all’esterno della penultima curva. 9° è poi Lance Stroll in 1’35″586, mentre a completare la top ten virtuale provvede Kevin Magnussen, che firma un 1’35″659 che lo porta ad oltre 1″6 di ritardo dalla vetta.
Appena fuori dai primi dieci si mette Daniil Kvyat (autore peraltro di un paio di svarioni nella parte conclusiva della sessione), con Carlos Sainz che si prende la 12^ posizione con un 1’35″723 che gli consente di precedere Kimi Raikkonen, 13° con la sua Alfa Romeo Racing. Solamente 14° è invece Sergio Perez, reduce da un ottimo 7° posto in Messico, mentre in 15^ piazza si mette Antonio Giovinazzi: il #99, autore di un 1’36″037, ha preceduto Nico Hulkenberg e Valtteri Bottas, solamente 17° dopo aver dedicato gran parte della sessione ai long run sulle mescole C4 2020. Poco esaltante è poi l’1’36″263 con cui Lando Norris ha chiuso queste FP1, mentre fanalini di coda sono Robert Kubica e Nicholas Latifi, salito a bordo della Williams al posto di George Russell in queste prime prove libere e costretto ad alzare bandiera bianca prima del tempo a causa di un problema tecnico che ha colpito la sua FW42.
Mentre nel corso di queste prime prove libere non sono state raccolte troppe indicazioni per quel che riguarda il passo gara (dato che domenica saranno diverse le temperature di aria ed asfalto), parecchi piloti sono scesi in pista calzando uno dei set di gomme “prototipo” messe a disposizione da Pirelli. Il fornitore milanese infatti, durante il venerdì del GP degli Stati Uniti ha fornito due treni di mescole C4 2020 a tutti i piloti, mettendoli dunque in condizione di poter toccare con mano i pneumatici del futuro prima dei due giorni di test collettivi che andranno in scena a seguito del GP di Abu Dhabi. A sfruttare più a lungo il set di gomme sono stati Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, che hanno dedicato gran parte della propria prima sessione alla valutazione del comportamento di queste coperture sacrificando addirittura la simulazione di qualifica con gomma Soft.
Ecco la classifica completa al termine delle FP1: