Sono diverse le tematiche che il recente Gran Premio d’Austria di Formula 1 ha consegnato tra le mani degli appassionati e degli addetti ai lavori. Ci si chiede se davvero i titoli iridati siano in rotta verso Milton Keynes e non più verso Brackley, ci si interroga su quanto sia effettivamente corta la coperta della Ferrari e, non ultimo, si discute sulle penalità di 5″ che hanno fatto da corollario a diversi duelli andati in scena tra i cordoli del Red Bull Ring.
Le decisioni che la Direzione Gara ha preso a seguito delle schermaglie tra Norris e Perez e tra lo stesso Perez e Leclerc, infatti, hanno spaccato in due il pubblico della F1. Corretti in termini strettamente regolamentari, i verdetti della Stiria sono però parsi troppo fiscali, volti a imbrigliare le manovre del pilota costretto a difendersi e, oltretutto, figli di un metro di valutazione che in altre occasioni non è stato invece adottato. A dare la propria opinione su quanto accaduto in terra austriaca è stato anche Zak Brown, team principal di quella McLaren che sostiene di avere visto sfumare un possibile 2° posto proprio per via dei già citati 5″ di penalità. “Il GP d’Austria ora rappresenta un precedente“ – ha detto l’amministratore delegato del team di Woking in un’intervista rilasciata a Motorsport.tv – “Bisogna semplicemente preoccuparsi di affiancare qualcuno, dopodiché sarà lui a doversi spostare per te. Credo che sarà molto difficile correre in questo modo”. “Quanto deciso domenica mi è sembrato una sciocchezza. Sono nel mondo delle corse da circa 35 anni, e quando attacchi all’esterno (soprattutto nei primi giri) sai bene quali rischi stai correndo” – ha proseguito Brown – “Per 50 anni abbiamo assistito a dei grandi duelli, e in ognuno di essi si sapeva che chi era all’esterno stava correndo il rischio di non avere spazio in uscita di curva. Ho pensato che quella di Lando fosse una grande manovra, dura ma corretta”.
“Credo che a volte dovremmo consentire ai piloti di correre in maniera più libera. Chiaramente, sempre assicurandoci che stiano agendo in sicurezza e che stiano comunque rimanendo entro certi limiti“, ha concluso il manager statunitense. Esprimendo un concetto che – a detta sua – sarebbe condiviso anche dalla maggior parte dei piloti del Circus…