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Bagnaia conquista il COTA: “Mi manca ancora il feeling, ma questo risultato è un bel segno”





Piena soddisfazione per Bagnaia al termine del GP delle Americhe, chiuso con una vittoria inattesa ma meritata complice un errore di Marquez al nono giro. Il #63 resta comunque coi piedi per terra, spiegando di avere ancora lavoro da fare per ritrovare pienamente il feeling che aveva lo scorso anno con la Desmosedici.

© Ducati

Si chiude con un’inattesa, ma meritata, vittoria di Bagnaia in MotoGP il Gran Premio delle Americhe 2025. Il #63 della Ducati, che scattava dalla sesta casella, ha conquistato il 30° successo in Top Class, sfruttando un errore di Marc Marquez a metà gara quando il #93 era al comando tenendo oltre un secondo e mezzo di margine. La gara è stata caratterizzata da un improvviso scroscio di pioggia che ha preceduto l’uscita dei piloti dai box, ma che non ha comunque impedito l’utilizzo delle slick sin dalla partenza nonostate un livello di grip decisamente inferiore alle aspettative. “Sapendo di non avere ancora il feeling che cerco con la moto, sapevo di dover aspettare e fare le cose con calma qui. Questo week end è partito da subito meglio degli altri due, chiaro che Marc anche oggi andava più forte ma c’erano delle condizioni molto al limite anche per le fasi concitate del restart” ha spiegato Bagnaia.

Partito bene come nella Sprint di ieri, il #63 ah conquistato subito la terza posizione per poi passare secondo avendo la meglio su Alex Marquez con un bel sorpasso in curva 12. Da quel momento Bagnaia si è messo a inseguire Marc Marquez, fino al nono giro. “I cordoli erano molto scivolosi, la mia fortuna è stata è che già nel warm up lap ero salito il cordolo su cui è caduto Marc, capendo che bisognava starci alla larga. Quando ho visto che Marc è scivolato, ho provato a scappare anche se non era facile, Alex aveva un bel passo, e le condizioni erano troppo particolari” ha raccontato il #63.

Con questo risultato, Bagnaia è vincere su 17 ciruciti differenti, come Jorge Lorenzo. Un risultato di cui Bagnaia aveva bisogno, per i problemi tecnici e psicologici degli ultimi tempi. “Vincere è ciò che ti fa andare avanti, soprattutto quando lo assapori poi è difficile farne a meno. Esserci riuscito nuovamente è stato fantastico” ha quindi detto Bagnaia ai micorfoni di Sky Sport, per spiegare la propria contentezza. E riguardo il pieno feeling conla Desmosedici di quest’anno, Bagnaia resta positivo anche se convinto vhe ci sia ancora lavoro importante da fare: “Credo mi manchi ancora un pezzo per avere il feeling che cerco con la moto. Però devo dire che nonostante questa sia una pista ostica siamo riusciti a lavorare bene. Vincere qui non mi era mai successo ed esserci riuscito è fantastico. Stiamo lavorando tanto e questo risultato è un bel segno, vedremo in Qatar di fare un altro passo avanti.”

Proprio il sorpasso su Alex Marquez, in staccata con l’anteriore che galleggiava e il posteriore di traverso, ha fatto rivedere Bagnaia a proprio agio sulla Desmosedici, lasciando intendere che sia inquell’area il passo avanti fatto qui al COTA. “Per assurdo quando mi si muove così il davanti è quando ho più feeling, perché così sento davvero il limite” ha spiegato Pecco. “Oggi c’era tanto front lock, penso per l’umidità, però la differenza la sono riuscita a fare su Alex in frenata e ingresso, dove riuscivo a gestire molto il traverso e la velocità“. Il #63 ha poi aggiunto: Austin è una pista dove ci sono staccate estreme, sia in salita che in discesa, noi ci siamo concentrati lì per avere un limite che mi ha aiutato a capire dove poter migliorare e di conseguenza è venuto il resto. Questa pista è un ottimo banco provo per trovare le sensazioni in frenata che mi stanno mancando.”

Infine, Bagnaia ha aggiunto una battuta sul campionato, dove al momento il #63 è terzo con 75 punti, 11 menod i Marc Marquez e 12 meno di Alex Marquez: “Dire che il Campionato fosse chiuso dopo neanche tre gare è sbagliato.”





Tags : Francesco Bagnaiagp americhemotogp
Filippo Gardin

The author Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.